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Torrente Lemme

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 Descrizione riepilogativa

 

Un esempio di buona gestione

 

E’ possibile parlare di buona gestione delle acque anche nel nostro amato Piemonte, fortunatamente esistono persone ed enti pubblici che consapevoli  del patrimonio che possiedono, invece di ignorare o distruggere tali risorse, fanno tutto il possibile per valorizzarle e renderle disponibili a tutti coloro che intendono godere dei frutti del lavoro svolto.

Come mi capita spesso di non condividere il modo di “gestire”  le acque della regione in cui vivo, è altrettanto giusto che colga l’occasione per sottolineare le cose di valore che vengono fatte.

Il lavoro svolto nell’alto corso del torrente Lemme, rappresenta un’opportunità per parlare di qualcosa di valido e positivo.

Corso d’acqua appenninico che scorre nei pressi della cittadina di Gavi, bella ed antica località che offre la possibilità, oltre che degustare l’ottimo vino che si produce nella zona, il GAVI, di visitare l’antico castello di origine medioevale che domina tutta la vallata, il quale versa tuttora in ottime condizioni.   

Il torrente Lemme, nasce alle falde del Monte Calvo, (Passo della Bocchetta) sull’ Appennino ligure piemontese in territorio piemontese in provincia di Alessandria ad una altitudine di 750 slm, immissario del torrente Orba nel quale entra dopo un percorso lungo circa 35 km.

Il torrente dalla sorgente alla foce è suddiviso in tre diversi tipi di gestione, il primo tratto, dalla sorgente al comune di Molini, è di divieto assoluto di pesca (zona di protezione istituito per la salvaguardia della trota mediterranea autoctona, Salmo Trutta Trutta).

Nel secondo tratto, a valle del comune di Molini e fino alla briglia in cemento a monte del comune di Voltaggio si è istituita una zona di pesca NO-KILL per la sola coda di topo.

Terzo ed  ultimo tratto, dalla briglia alla foce sono acque libere, dove per pescare è necessario il solo permesso governativo.

Il tratto di torrente del quale voglio parlarvi è  naturalmente la zona NO-KILL, quella  compresa tra il comune di Molini e la briglia in cemento a monte del comune di Voltaggio.

Il no_kill istituito nel 1999 è lungo circa 6 km Rio Acquastriata compreso (laterale di sinistra), si concede alla vista selvaggio, affascinante e piacevole da pescare, piccolino ed avvolto nella vegetazione alterna ai tratti incassati fra le rocce piccole lame dolci e tranquille, dove nelle pazienti serate spese ad ammirare il torrente in religioso silenzio, si possono scorgere belle bollate di trote intente a cibarsi in assoluta tranquillità.

Da buon torrente appenninico varia notevolmente di livelli e di temperatura dell’acqua a seconda della stagione.

Nei mesi estivi il caldo intenso, l’abbassamento delle acque ed il disboscamento di alcuni tratti delle sponde, (fatto molto dannoso perché non consente alcuna protezione dell’acqua nei confronti dei raggi del sole), fan si che la temperatura salga notevolmente, raggiungendo valori discretamente elevati con punte attorno ai 22°c, situazione nella quale le trote riducono al minimo le proprie attività.

Personalmente ho pescato il tratto NO-KILL anche in estate ma solo nelle prime ore della giornata, posso dire che affrontato a ninfa e con molta attenzione i risultati non sono stati poi così disastrosi.

La stagione autunnale spesso si presenta favorevole, molto dipende però dalle precipitazioni avvenute nel periodo estivo.

La primavera è quindi il momento migliore per pescare questo torrente, in tale periodo i livelli si presentano favorevoli e la temperatura dell’acqua decisamente accettabile.

Tra il finire dell’inverno e l’inizio della primavera, si verifica in questo luogo un fatto molto singolare per le acque del nostro Paese, le trote iridee (Oncorhynchus mykiss) che vivono in queste acque si riproducono autonomamente, dando origine a pesci molto belli, vivaci e sportivi.

Tale situazione da spunto a due considerazioni, che credo importante prendere in esame.

La prima, è che l’iridea e la fario hanno periodi di riproduzione diversi, la fario come sappiamo frega in autunno più o meno avanzato, a seconda del luogo dove vive e quindi non rischia l’ibridazione con l’iridea che in queste acque frega sul finire dell’inverno.

La seconda, che potrebbe crearci qualche problema da un punto di vista etico, è  che a pesca aperta, l’iridea è ancora in fase di riproduzione, dobbiamo quindi fare molta attenzione a come ci si muove per limitare al minimo i danni cercando di non passeggiare sui letti di frega, i quali non sono sempre così evidenti.

L’ amministrazione locale ha cercato di porre parzialmente rimedio a questo problema posticipando l’apertura della pesca dall’ultima domenica di febbraio alla prima domenica di aprile, atteggiamento questo che dimostra ulteriormente la serietà con la quale il NO-KILL viene gestito.

E’da vedere la bellezza in termini di colore, che assumono le iridee in questo periodo dell’anno.

Pescare in questo NO-KILL é molto divertente, pesci vene sono molti, oltre alle trote sono presenti cavedani, barbi, vaironi segno che il torrente è in buona salute.

Anche se forse non sarebbe necessario, mi preme esprimere la mia opinione sul giusto approccio al torrente, il quale va affrontato, come tutti i torrenti del resto, con molta attenzione e scrupolosità.

Il Lemme è un no-kill è vero, ma come dicevo gestito bene, le popolazioni di salmonidi presenti si riproducono autonomamente, ne derivano pesci rustici, con caratteristiche diverse dai pesci d’immissione, considerando poi le acque basse da un certo punto della stagione in poi diventa fondamentale un approccio particolarmente giudizioso.

Ecco quindi che con l’aiuto di persone facoltose e competenti, attente a ciò che la risorsa acqua può sviluppare, il Lemme si è trasformato in un ambiente dove vi sono tutte le opportunità per divertirsi.

Mi chiedo se sia possibile trasportare questo tipo di mentalità anche in altri luoghi in altre realtà, altrettanto belle e dalle notevoli potenzialità, il Lemme in parte è stato fortunato, speriamo che la stessa sorte tocchi ad altri torrenti.

Intendiamoci, non credo che sia indispensabile creare no-kill per forza ed ovunque, sicuramente “no-kill” non è sinonimo di buona gestione, rappresenta unicamente un modo di salvaguardare il nostro patrimonio ittico ma sicuramente non l’unico.

La cosa veramente importante è non abbandonare i nostri fiumi e torrenti in balia degli eventi, che per un motivo o per l’altro sono sempre a danno e mai a favore delle acque e dei loro abitanti.     

Per esercitare la pesca nella zona NO-KILL è necessario essere in possesso del tesserino segna catture rilasciato gratuitamente dalla provincia di Alessandria, tale permesso lo si può ritirare a Gavi, presso la scuola media statale De Simoni, Via Cavalieri Vittorio Veneto 26, cap. 15066, dal Lunedì al sabato dalle ore 08:00 alle ore 12:00, oppure ad Alessandria presso l’Assessorato Ambiente della provincia, in via Galimberti 2 dal lunedì al venerdì, oppure ancora se impossibilitati a recarsi in loco è sufficiente inviare i dati, nome, cognome , città, cap. ed indirizzo unitamente al numero ed alla data di rilascio della licenza governativa, non dimenticandosi di mandare anche una busta affrancata, alla scuola media statale di Gavi ed il permesso verrà recapitato direttamente a casa propria.

La stagione di pesca va dalla prima domenica di aprile alla prima domenica di ottobre, è consentito pescare un solo giorno alla settimana, la quale va da domenica a sabato, questo per dare la possibilità di sfruttare il week-end e pescare due giorni consecutivi.           

 

 

        Vittorio Sacchi

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