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La trota estremista II

Benvenuti nel sito del Club Italiano Pescatori a Mosca Torino, associazione sportiva autonoma, indipendente, apartitica e senza fini di lucro. Si precisa che il C.I.P.M. Torino in nessun modo è collegato ad altre associazioni aventi una denominazione o simbolo sociale simili o uguali al proprio, nemmeno con il C.I.P.M. avente sede in La Spezia.

LA TROTA ESTREMISTA II

Poi ci sono le trote estremiste furbe. Le trote estremiste furbe sono sempre molto, molto grosse ed in genere vengono uccise dalla loro stessa furbizia.

Te ne parlo giusto per cronaca, perché prendere una trota estremista furba non è piacevole e nemmeno sportivo e non vale proprio la pena di darsi da fare per prenderla. Intanto, nel tratto di fiume sul quale ti trovi ad operare, la trota estremista furba può benissimo non esserci affatto.

E’ un caso sporadico.

La trota estremista furba la conoscono tutti perché è quella classica del principiante e dello sprovveduto. E’ quella che Giovanni, che non aveva mai pescato in vita sua e a cui tu hai prestato una canna tanto perché facesse qualche cosa in una pozzanghera lì vicino, cattura tra urla e sciacquii e risate e chiasso e tu arrivi correndo con gli occhi fuori dalla testa e vedi Giovanni con in mano una trota alta come lui e grassa come tua zia e senti anche quell’imbecille di Giovanni dire che pescare non è poi così difficile come gli avevi prospettato poco prima.

Basterebbe già questo per fartela odiare nei secoli dei secoli.

I modi per catturare una trota estremista furba sono moltissimi ma non esiste una vera e propria tecnica.

Quella che personalmente mi ha dato più risultati è la perdita dell’equilibrio durante un guado in acqua bassa e stagnante.

Tu ti accingi ad attraversare una pozzanghera per andare là dove il fiume si fa più serio e rispettoso del suo nome, e mentre sguazzi tranquillo, scick e sciak, inciampi e perdi l’equilibrio. Per restare in piedi cerchi forsennatamente una presa sotto gli stivali facendo un casino d’inferno e butti le braccia a destra e a sinistra come in una danza indiana e alzi la canna per salvarla dall’imminente disastro e nel caos totale ti sfugge di mano la coda ed il finale.

All’improvviso ti trovi, allibito, a guardare negli occhi una grande trota estremista furba che se ne sta tra il tuo stivale destro e quello sinistro, e che ti guarda tenendo in bocca, ben conficcata come se avesse paura che tu gliela potessi rubare, la mosca del tuo finale.

Questa è la mia tecnica personale, ma tento di non usarla mai perché non mi dà soddisfazione. 

E’ pur vero che dopo puoi raccontare, mostrando la trota, una storia del tutto diversa, ma sarebbe sempre una storia sul come ti sarebbe piaciuto prenderla nella realtà.

Se vuoi dedicarti alla trota estremista furba posso darti dei suggerimenti.

Appena arrivi dove vuoi pescare ti guardi attorno, e anche se è poco che vai a pescare, scorgerai subito quattro o cinque posti dove è assolutamente impossibile che ci sia una trota. Quelli sono proprio i posti dove può esserci la trota estremista furba. Lei, infatti, per partito preso fa esattamente tutto il contrario di quello che dovrebbe fare.

Cosa ci fa una grande trota in uno stagno o in dieci centimetri d’acqua liscia e corrente e trasparente lo sa solo lei.

Appena trovi il posto dove è impossibile che ci sia, ti fermi.

A questo punto devi metterti di puntiglio a sbagliare tutto. Se sai quali sono le cose giuste, non ti sarà difficile, ma se non le sai, beh…ti aiuterò.

Intanto devi fare rumore, cantare e farti vedere, poi devi sbagliare mosca (difficile eh?) finale, lancio ecc…. A proposito di lancio, una tecnica fruttuosissima è quella di lanciare verso il fiume stando nell’acqua bassa, ma anziché posare la mosca davanti a te, lasciare cadere tutto con gran fracasso alle tue spalle, e poi, quando fai per rilanciare in avanti e sollevare la coda dalle tue spalle senti una resistenza viva,e hai attaccato al finale la stramaledetta estremista furba.

Lei è furba sul serio.

Una che si mette dove tu sei certissimo che non possa esserci e che mangia cosa che tu non le daresti mai e presentate in modo tale che nemmeno un ubriaco ci riuscirebbe, per me è furba, tanto è vero che è sempre molto, molto grossa e nessuno mi toglie dalla testa che lei abbia elaborato tutto un suo piano di sopravvivenza sulla scorta delle innumerevoli e spiacevoli esperienze fatte nel corso della sua travagliata vita. Qualcuno dice che lo fanno per suicidarsi, ma io non ci credo affatto. Io credo che siano furbe e basta.

Comunque, la trota estremista furba conferma una regola fondamentale che è troppo spesso ignorata dalla stragrande maggioranza dei pescatori a mosca.

La regola è che prima di guardare lontano si deve vedere cosa c’è subito lì davanti. Lo so che è dura. Tu hai passato giorni e settimane e mesi per riuscire a lanciare la tua insidia sempre meglio e sempre più lontano, e appena arrivi al fiume guardi subito dall’altra parte e vedi una bollata e ti dici che forse adesso ci arrivi e cominci a buttare tutto dall’altra parte, ma così ti perdi tutti quelli che si trovano tra i tuoi piedi e l’altra parte e ti assicuro che sono tanti. Non solo, ma nella frenesia di buttare là in fondo, entri in acqua e cammini sopra le teste delle trote estremiste furbe e anche di quelle non furbe.

Ti sarà sicuramente successo che, stando in acqua e srotolando la coda dal mulinello per allungare il prossimo lancio con il finale che naviga alla deriva abbandonato a sé stesso a pochi passi, una trota sia saltata fuori per allamarsi da sola nella tua sorpresa.

Ti sarai detto : Và che strano! E tutto perché era lì ai tuoi piedi, ma se tu fossi stato sull’altra riva avresti lanciato proprio qui.

Insomma. Impara a lanciare anche vicino e vedrai che le occasioni per divertirti non mancheranno. Oltre tutto, tirando vicino, hai la magnifica opportunità di vedere con i tuoi occhi come si comporta realmente la tua mosca in tutte le situazioni e accorgerti subito se galleggia bene, se si posa correttamente, se il finale è ben steso e se non luccica e cento altre cose molto importanti da sapere quando poi lancerai di là e non potrai più vedere con tanta minuzia.

Poi ci sono le trote stupide, e meno male che ci sono perché sono quelle che prendiamo sempre, ma anche questa è un’altra storia.