LA TROTA STUPIDA III
Tra le trote estremiste normali e le trote estremiste furbe, troviamo le trote stupide.
La loro stupidità è data dalla giovinezza, dall’inesperienza e dall’entusiasmo.
La trota stupida è la nostra benedizione. Se non ci fosse lei che ci tiene su il morale dovremmo darci all’ippica, e non è nemmeno detto che l’ippica sia una faccenda facile.
Un pescatore a mosca dovrebbe fare un monumento alla trota stupida e lei, altrettanto al pescatore a mosca. Dopo ti dico perché.
La trota stupida si aggira sempre attorno alla misura regolare stabilita dalla legge che vige in quella zona. In genere è di due o tre centimetri inferiore o di due o tre centimetri superiore. Quelle superiori sono più rare e meno stupide, ma non si possono ancora definire furbe.
I casi sono due. O si è avviata a diventare estremista, oppure è finita in padella.
Se tu stai andando a trote estremiste, la trota stupida può farti venire un travaso di bile.
Il suo forte consiste nel saltare letteralmente addosso alla tua mosca mentre questa stava incedendo, abile e circospetta, per stanare la trota estremista, e tutta quella cagnara la fa a dieci o venti centimetri dalla trota che tu volevi prendere, spaventandola a morte, in modo che per tutto il giorno non mangerà più nemmeno i babà.
La trota stupida è quella che bolla e tu gli butti, per reazione inconscia, subito, una mosca qualunque ancor prima che l’acqua si sia calmata, il che sarebbe un grave errore e ti mangeresti la mano, e lei salta su a prendere la tua mosca quasi urlando di gioia.
Se è quella la cosa che vuoi fare, lei è perfetta. Una vera benedizione.
Se invece, dopo un po’ di tempo che vai a pescare, cerchi dell’altro, lei è assolutamente bestiale e indisponente e te la trovi sempre tra i piedi e passi le giornate a slamarla e rimetterla in libertà e vorresti, invece di bagnarti per bene le mani, sfilargli l’ardiglione con cura, posarla in acqua piano e dolcemente e attendere che si sia ripresa e riparta come un missile, vorresti invece prenderla a calci e saltargli sopra e frustarla a sangue.
Sembra che la trota estremista ami attorniarsi di trote stupide. Lei le usa come fa un generale con la sua fanteria. Lei se ne sta al sicuro nel suo quartier generale e tutto attorno c’è un sacco di fanteria fremente che non lascia passare la benché minima imitazione senza essercisi immolata sopra in tutta fretta.
Passare attraverso le maglie di questo esercito con un’imitazione invisibile all’esercito ma visibile al generale è un’occupazione estremamente interessante se hai molto tempo a disposizione.
A me è successo diverse volte, e alcune volte avevo anche tempo, così sono arrivato al generale.
Ho ridato la libertà ad una quantità di trote stupide e,a sera, la cosa seccante consisteva nelle insinuazioni dei residenti quando ti vedevano tornare senza pesce. Certo che se avessi fatto come i bravi montanari del posto, quelli che, per inciso, non desiderano vedere alcuno pescare a mosca, avrei potuto tornare ogni sera con un bel cestino traboccante di trote stupide sotto misura, in misura e appena sopra la misura.
Mentre insidiavo il generale, ho trovato uno dei bravi montanari che si teneva tutto ciò che io rimettevo in acqua. Siccome ciò che si teneva era chiaramente sotto misura, gli ho detto se non gli sembravano troppo piccole quelle trote, e lui mi ha detto che le trote piccole sono le più buone. Allora io gli ho detto perché non provava con le alborelle e lui mi ha detto che erano troppo piccole, allora gli ho detto di andare all’inferno e qualche cosa d’altro e allora lui ha detto che avrebbero dovuto proibire ai “non residenti” di andare lì a prendere il loro pesce e soprattutto con la mosca, e al grido di “VENETO LIBARO” è andato a farsi friggere, spero, lui e il suo veneto libaro. Libaro da cosa poi? Dalla coda di topo?
Comunque, la trota stupida deve fare un monumento al pescatore a mosca e deve farlo perché egli, il pescatore a mosca, è il suo unico insegnante che, dopo avergli insegnato che quella era una mosca falsa, può togliergliela dalle labbra senza ferirla e ridarle la libertà.
Ora è un po’ meno stupida, e soprattutto viva. Mi sembra che abbia di che ringraziare.
Il pescatore a mosca deve fare un monumento alla trota stupida perché lei è la sua più straordinaria, allegra, simpatica, combattiva ed inesauribile insegnante e compagna di pesca.
La vita di un pescatore a mosca è continuamente accompagnata dall’allegra presenza di quello spettacolare pagliaccio che è la piccola fario, con la sua superba livrea coloratissima e macchiatissima, ed il suo chiasso sulle schiuse, e i suoi salti fuori dall’acqua ed il suo eterno guizzare.
Ti dà proprio l’idea di un pesce giovane, allegro e felice e se sei uno che la sente come me, il termine stupido è del tutto affettuoso e non ti è affatto difficile ridarle la libertà quando l’hai colta sul fatto in un’esplosione di giovanile energia sulla tua moschetta.
Come tu fai da maestro a lei, è lei che ti insegna, passo per passo, sempre disponibile, come si fa ad insidiare una trota. E’ lei che agli inizi della tua carriera ti lascia correre gli sbagli, si comporta come se tutto quello che hai fatto fosse perfetto, e soprattutto si lascia prendere e ti fa sentire vivo e dà un senso di pienezza alla tua giornata.
Adesso non chiedermi come si fa a prenderla.
Esistono, è vero, delle tecniche, e su questo fatto sono stati scritti libri a centinaia e sicuramente tutti hanno ragione per quello che desiderano esporre.
La piccola fario la trovi in tutti i fiumi e torrenti da trote, e sarebbe strano il contrario, e la trovi dove l’acqua è limpida e allegra e tutto attorno è bello e allegro e ha i suoi colori se lei c’è non puoi sbagliarti perché fa di tutto per farsi vedere e non è mai sola, è sempre in una combriccola di chiassosi amici.
Se resisti al desiderio che ti prende di sederti e osservarle mentre si divertono, preso dalla loro gioia di vivere, puoi divertirti moltissimo con la secca.
Tentare la piccola fario con la ninfa o le sommerse è come buttare un’atomica su di un canarino. Non ha senso. Lei è una bella palestra e si impara prima di tutto con la secca, perché la vedi e capisci cosa succede, e poi ci sono sempre delle sorprese.
Due anni di piccole fario buttano solide basi per un buon pescatore a mosca, un pescatore che ogni tanto si rituffa in quell’allegria come in un ricordo di scuola od in una rimpatriata, e sono le giornate più belle quando ci si lascia andare al loro richiamo.
L’unica cosa di tecnico che posso dirti è che non si trovano mai in posti difficili. In linea generale se ne stanno esattamente dove tu vorresti che stessero, davanti a te, dove la corrente è giusta e attorno hai spazio per lanciare e dove puoi vedere benissimo la tua mosca.
In linea generale le vedi bollare, e allora, sulla mosca, non posso addentrarmi in consigli ineluttabili.
L’unica cosa ineluttabile è che puoi usare con estrema sicurezza tutte le imitazioni secche create per la trota e che vanno dalla Greenwell’s Glory alla Red Spinner, ai palmer e così via.
Se la tua mosca passa indisturbata una volta, non rilanciarla. Cambiala e riprova subito. Il fatto che sia stupida non significa che non riconosca un insetto da un altro.
E’ il massimo dei consigli che mi sento di dare, tranne quello di non ferrare come se si trattasse di un pescecane, perché corri il rischio di ritrovartela appesa ai rami assieme al finale, alle tue spalle.
Sii gentile con loro.